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Visione e Previsioni, come evitare le trappole mentali

Uno degli errori, tipicamente umani, più frequenti  è la tendenza a sopravvalutare le proprie capacità.  La domanda classica che viene proposta in platea da  chi approccia questa tematica è :

 

Ti consideri un guidatore con capacità nella media, sotto la media o  sopra la media ?

 

Oltre il 90% si qualifica come guidatore sopra la media …. Mettendo in luce il paradosso della sopravvalutazione delle proprie capacità. 

 

Invero siamo tutti dotati di capacità vicine alla media, è l’esercizio, l’esperienza  e la disponibilità di informazioni a distinguerci dagli altri.  La voglia di approfondire le nostre conoscenze, quel desiderio di andare oltre la superficie, scavare e trovare elementi nuovi di analisi,  incorrendo certamente in errori e professandosi  fondamentalmente “ignoranti”.

 

In quanto tali,  chi si distingue in una pratica o in una filosofia è colui che è  alla continua ricerca del sapere poiché  : “Chi ha tutte le risposte, forse non comprende neppure le domande”

 

Ma torniamo al titolo di questo articolo, “ Visioni e Previsioni”, cosa sono  e qual è l’attinenza con gli investimenti e con la gestione del risparmio?

 

Orientare un investimento e costruire un portafoglio necessita di una “Visione”,  che possiamo interpretare come il disegno dinamico di una realtà futura.  

 

Se prendiamo un esempio di leader visionariodi una certa attualità come Steve Jobs, ha immaginato un futuro nel quale la comunicazione potesse avvenire con strumenti diversi, ha potuto farlo in quanto ha approfondito e studiato la tecnologia indagando contemporaneamente l’animo umano e le sue pulsioni,  giacchè più che dalle utilità e dalla razionalità l’essere umano è guidato dalle emozioni.  

 

E cosa sono gli strumenti Apple se non emozioni ….  a volte utili ?

 

Per gestire un portafoglio d’investimenti bisogna avere una visione, occorre conoscere la storia e ragionare sulle evoluzioni dinamica del presente,  ma le informazioni sul passato non devono rappresentare un “Ancoraggio”.   Uno dei meccanismi mentali più devastanti in qualsiasi attività umana è quella di pensare che ciò che si è verificato una volta necessariamente si ripresenterà nelle stesse modalità, esempi :  se uno strumento d’investimento valeva 100 euro, tornerà a valere 100 euro,  se un immobile finora è aumentato di valore continuerà ad aumentare di valore anche tra 10 anni etc  ….  Invece la storia della società è una continua evoluzione, un continuo alternarsi di equilibri e squilibri, una pagina che mentre parliamo viene scritta e  modificata.   Per esempio:

 

Cos’è accaduto ai fabbricanti di carrozze con cavalli quando Ford ha lanciato la prima catena di montaggio per automobili , mentre loro decidevano di continuare a fabbricare carrozze ?

 

Questo è il motivo per cui per gestire i propri risparmi occorre avere una visione, e se non l’abbiamo  occorre pagare un professionista  perché ce la fornisca.  Nella mia esperienza non è un processo semplice riuscire a condividere  la “Visione” di un futuro con gli altri, ma è  semplice riuscire a tradurla in una strategia d’investimento.   Come una pagina bianca si comincia a scrivere le prime righe  al primo incontro  ma il racconto continua giorno per giorno a svilupparsi e modificarsi;  allo stesso modo il consulente deve continuare a raccontarvi quando, come e perché questa visione muta.    

 

Avete mai condiviso la “Visione” con il vostro consulente finanziario?

 

 il mio consiglio è di farlo; vi renderete conto della qualità, sopra o sotto la media,  del vostro interlocutore,  soprattutto qualora, invece della visione del vostro futuro, vi parli della visione del suo futuro o peggio …..  del futuro  della Banca.

 

 Cosa diversa sono le “Previsioni”,  queste indagano i movimenti contingenti di breve,  le oscillazioni di  mercato, i rischi e le opportunità che si generano per l’irrazionalità del sistema finanziario.  Anche in questo caso occorre ricordare che non esiste nessuno in grado di fornirvi “le migliori Previsioni”.   Le oscillazioni di mercato sono imprevedibili e lo dimostra l’esperienza quasi sempre fallimentare dei Trader. 

 

I Trader le hanno provato tutte,  hanno indagato le oscillazioni grafiche, gli indicatori statistici, le figure tecniche, volumi e scambi,  le opzioni binarie, le leve finanziarie ….. il risultato è sempre quello dimostrato dall’esperienza,  meno dell’1% dei trader guadagna denaro, il 99% perde soldi, l’80% dice che la colpa è del sistema o della Banca.   Nel breve può succedere di avere fortuna oppure di indovinare il trend, ma nel medio termine la sorte ripristina le probabilità ponendo in serio rischio il capitale accumulato.  Questo perché si  tende sempre a sovrastimare le proprie capacità e sottostimare i rischi, che nel trading possono essere estremi e condurre alla perdita totale o addirittura all’indebitamento ….. se fosse cosi facile guadagnare con i click del mouse  perché qualcuno dovrebbe perdere del tempo ad insegnarvi come si fa  ???   

 

Le “Previsioni”come in meteorologia , sono basati su elementi oggettivi razionali, indici di bilancio, manovre economiche, scelte di politica monetaria, variabili politiche,  ci aiutano a creare delle posizioni Tattiche, cioè come un elastico ci fanno modificare il portafoglio d’investimento senza perdere di vista la Strategia dettata dalla “Visione” di lungo termine.

 

Condividere con il vostro Consulente  Finanziario “Visione” e “Previsioni” è un punto essenziale della relazione.  

 

Il motivo per cui una macchina non potrà mai sostituire l’uomo è che,  in sostanza,  le sorti degli investimenti dipendono dallo studio continuo dell’Umanità e dei fatti che interessano l’Uomo e la Società,  le grandi crisi degli ultimi venti anni altro non sono che il riverbero di “Crisi Sociali” che affondano nella storia antica, continuano ancora oggi ed evolveranno con caratteristiche che oggi non possiamo neppure immaginare.

 

L’apice della crisi, la soluzione alle porte

08-11-2011 – E’ veramente sconsolante vedere come le previsioni dei mesi scorsi siano tutte diventate una triste realtà,   non scoraggiati da questo cerchiamo di guardare oltre la tragedia del momento per individuare le prossime mosse da fare per trasformare le perdite degli altri in guadagni per i nostri portafogli.

Dopo gli ultime mesi posizionati su Obbligazionari internazionali aggregate ed Obbligazionari inflation linked e liquidità, è arrivato il momento per un cambiamento di visione che ci porti a considerare le opzioni più profittevoli per i prossimi mesi.

 Entro pochi giorni, forse poche ore il governo Berlusconi verrà spazzato via da questa bufera dei mercati,  è veramente improbabile che tra tutti questi deputati non ci sia qualcuno sensibile al futuro (non dell’Italia)  ma del proprio denaro investito in BTP e CCT.  Dopo il tracollo delle quotazioni e rendimenti che sfiorano il 7% tutti questi ricconi al governo credo stiano passando un brutto momento, realmente preoccupati di dover scambiare un possibile vitalizio con i capitali accantonati negli anni grazie ad eredità o malaffare.   

Le Banche che hanno chiuso le porte al credito, ormai hanno un costo della provvista che gli consente ben poche possibilità di sopravvivenza.   Certo molte hanno già chiuso la campagna di raccolta 2011, ma quelle che hanno ancora bisogno di liqudità sono veramente a rischio fallimento, ma il tema di questo intervento non è sulle Banche…..

La chiusura del credito avvia l’Italia verso una molto probabile RECESSIONE del quarto trimestre 2011, senza un progetto di sopravvivenza varato subito si rischia il collasso del sistema finanziario con l’implosione del sistema bancario. 

Per fortuna anche l’Italia è TROPPO GRANDE PER FALLIRE, quindi la soluzione è dietro l’angolo …….. o meglio l’individuazione della soluzione.

Si,  perchè con la velocità dei mercati attuali, non è importante risolvere, quanto TROVARE UNA SOLUZIONE …  avviarsi a una soluzione è già la soluzione.

GOVERNO DI SALUTE PUBBLICA   –  MONTI

RIFORMA DELLA POLITICA – RIFORMA DEL SISTEMA ELETTORALE

PATRIMONIALE E RIFORMA DEL SISTEMA PENSIONISTICO

PIANO DI SVILUPPO ECONOMICO FINANZIATO CON LA PATRIMONIALE (per occupazione ed investimenti in innovazione e ricerca)

PIANO PER L’ELIMINAZIONE DEGLI SPRECHI E DEGLI ENTI INUTILI – RIFORMA DELLO STATO

queste sono le mosse che vedremo nei prossimi giorni e porteranno a una nuova CALMA APPARENTE che cancellerà parte delle differenze attuali favorendo una soluzione EUROPEA ai disequilibri attuali di Sistema. 

Il percorso è lungo e a questa nuova primavera di CALMA APPARENTE seguiranno inverni tempestosi, in un cammino verso una reale UNIONE EUROPEA fatta di convergenza fiscale ed economica, di piani di sviluppo unitario per le aree depresse.

 Potrà mai l’Italia cambiare così tanto nei prossimi anni ??????     

Come leggevamo da piccoli  sui fumetti :       lo scopriremo nelle prossime puntate.

Quando inizierà  la salita dei tassi?

 

Quanto durerà l’attuale fase di rialzo ?

Quando interverranno aumenti dei tassi da parte delle Banche centrali ?

Due quesiti semplici, la cui risposta ha il potere di incidere in maniera notevole sul successo delle scelte di investimento e di timing di ingresso e uscita.  

Con l’attuale  rally degli asset rischiosi – titoli azionari e obbligazioni corporate – ci siamo recentemente chiesti se i mercati finanziari fossero entrati in una fase speculativa: la risposta a questa domanda, in breve, è “no”. Le valutazioni eccezionalmente basse del marzo scorso hanno determinato la possibilità di una ripresa particolarmente marcata senza portare queste due classi di attivi in territorio eccessivamente caro: è ragionevole affermare che gli spread creditizi sono oggi molto più vicini alla media storica di lungo termine e che le valutazioni dei titoli azionari sono prossime alla normalità relativamente ai livelli storici degli utili. Possiamo quindi concludere che i livelli attuali di questi attivi non sono né eccezionalmente convenienti né tali da far presagire una bolla dei prezzi. Passando al contesto macro, l’economia globale appare piuttosto solida, seppur con importanti distinzioni di carattere regionale. I mercati emergenti, ad esempio, evidenziano un andamento complessivamente positivo e i dati provenienti dalla Cina indicano un’attività economica molto robusta.

Inoltre, verso la fine dell’anno scorso, l’economia USA ha messo a  segno una discreta ripresa e, malgrado un rallentamento rispetto all’eccezionale quarto trimestre del 2009, questo primo scorcio di 2010 ha visto una crescita economica discreta. L’Europa rimane invece il fanalino di coda: i paesi dell’Europa continentale e il Regno Unito registrano una crescita relativamente debole rispetto al resto del mondo.

Il periodo attuale può essere classificato come una fase di ripresa sostenuta da misure di stimolo tali da consentire un proseguimento dei rialzi nel breve termine. Abbiamo anche identificato alcuni miglioramenti negli stati patrimoniali delle società del settore privato, in modo particolare in vista dei potenziali nuovi investimenti resi possibili dalla liquidità accumulata da queste aziende. 

 Gli sviluppi del contesto inflazionistico, anche alla luce dei dati pubblicati la scorsa settimana sull’inflazione core statunitense, risultatano molto contenuti. Fatta eccezione per i prezzi di alimentari ed energia, si rileva infatti un’attenuazione delle pressioni  inflazionistiche, un trend che ci sembra destinato a proseguire in tutte le economie sviluppate, incluso il Regno Unito. Di conseguenza, le banche centrali non si vedranno costrette ad aumentare i tassi di interesse, probabilmente per un periodo ancora piuttosto lungo.

Il ciclo dei rialzi potrebbe addirittura non iniziare prima dell’anno prossimo, e non nel secondo semestre 2010, anche se è importante fare una distinzione tra i paesi sviluppati e quelli emergenti. I mercati in via di sviluppo, infatti, registrano un rialzo dell’inflazione, parzialmente dovuto all’andamento delle materie prime. In generale, tuttavia, la crescita di questi paesi è molto più sostenuta e le pressioni in termini di capacità molto più accentuate; pertanto, riteniamo che il 2010 vedrà un generale rafforzamento delle valute dei mercati emergenti, per effetto delle pressioni inflazionistiche diverse e del conseguente irrigidimento della politica monetaria in molte di queste aree.

Allo stato attuale queste sono le previsioni sull’economia che cercheremo di rivedere nelle prossime settimane alla luce dei nuovi dati economici che saranno pubblicati.

La selezione di strumenti di investimento in grado di interpretare le rotazioni settoriali che saranno caratteristiche di queste fasi di mercato saranno un probabile “bust” alle performance di breve periodo.

 

(il presente articolo ha solo finalità informative e di educational.  Non vi sono riportati consigli di investimento.  Per i consigli di investimento è necessario rivolgersi a un consulente finanziario abilitato)

 

Le obbligazioni dei Paesi Emergenti

24.03.2010 – Vorrei ripercorrere con i lettori del mio sito alcuni dettagli tecnici del Mercato Obbligazionario dei Paesi emergenti— tutti aspetti importantissimi per chi vuole ricercare opportunità di guadagno in una tipologia di investimento che ha sempre consegnato grandi rendimenti con rischi misurati (per chi come noi,  non ha abboccato a tranelli quali quelli delle obbligazioni argentine)

Diversamente da quanto accade per i mercati azionari dei Paesi emergenti, per i quali l’Asia rappresenta la percentuale più elevate del benchmark, nel caso dei mercati obbligazionari emergenti a farla da padrone è l’America Latina, che costituisce il 46% dell’indice. A seguire troviamo i Paesi europei emergenti con il 28% e infine l’Asia con il 20%.

Nel complesso si tratta di Paesi che negli ultimi anni hanno notevolmente migliorato la salute dei propri sistemi finanziari, intraprendendo una serie di riforme di politica economica di tipo strutturale, finalizzate ad una più oculata gestione della finanza pubblica e all’aumento dell’autonomia delle rispettive banche centrali. Inoltre, un dollaro statunitense debole ha consentito a questi Stati di rimborsare a prezzi più contenuti il debito contratto in tale divisa, magari rifinanziandolo con emissioni in valuta locale, e il contesto di bassi tassi d’interesse causati dalla crisi finanziaria globale del 2008 permette loro di emettere nuovo debito a prezzi più contenuti.

Va anche evidenziato che i Paesi emergenti sono stati meno colpiti dalla crisi finanziaria, grazie ad un rapporto debito/PIL molto più basso rispetto alle controparti sviluppate, un più alto tasso di risparmio privato, e in generale una migliore situazione in termini di liquidità, anche grazie alle ingenti riserve che hanno potuto realizzare in corrispondenza del rialzo dei prezzi delle materie prime.

Tutti questi fattori rendono verosimile che l’indice rappresentativo delle emissioni obbligazionarie energenti (JP Morgan Emerging Markets Bond Global), attualmente con rating Ba1/BB+, possa ottenere nel corso del 2010 la valutazione di investment grade (BBB-).

In termini di profilo rischio-rendimento, negli ultimi 10 anni i mercati obbligazionari emergenti hanno avuto una performance in linea con quella dei mercati azionari emergenti ma con una volatilità del 40% circa in meno. Ciò è stato reso possibile dai proventi da interessi sui titoli in portafoglio, che hanno consentito di smussare nel tempo la variabilità dei rendimenti.

Le opportunità presenti in questi mercati non devono tuttavia nascondere alcuni rischi che permangono. Tra questi, il rischio valutario nel caso le obbligazioni fossero emesse in valuta locale, il possibile flight to quality se le paure legate alla ripresa globale dovessero avere il sopravvento e la maggiore dispersione nella performance tra emissioni di Paesi emergenti diversi.

Questo mercato si presta più di altri ad essere approcciato con strumenti di diversificazione e selezione come i fondi e sicav a gestione attiva.  Scegliere un prodotto non è cosa semplice e richiede il possesso di strumenti di selezione non accessibili al pubblico dei risparmiatori ma solo a professionisti del risparmio.  Inoltre se allo strumento di analisi delle performance associamo una conoscenza della storia dei Gestori del Fondo, i rischi di incorrere in scelte sbagliate si abbassano ulteriormente.

Occorre altresì ricordare che la performance non è sempre rappresentativa di una buona gestione del fondo anzi, in alcuni casi, può evidenziare una maggiore spregiudicatezza del gestore e maggiori rischi per il risparmiatore.  Per questo la conoscenza della politica di gestione consente di fare scelte consapevoli, a volte può convenire scegliere un gestore meno performance (che rende meno) ma che ha una strategia di gestione più prudente che può essere più vicina ai desiderata del risparmiatore.  

Nuovi dati di inflazione – cosa faranno i Governi?

Da ieri l’inflazione ha cominciato a fare capolino sui mercati. I dati diffusi circa l’aumento dei prezzi alla produzione negli USA (+1.8% in Novembre, cioè +2.4% y/y) ed all’aumento della produzione industriale hanno stimolato le preoccupazioni di un intervento della FED, almeno con riguardo ad una anticipata uscita dal Quantitative Easing. Questo ha creato tensioni sia a livello di valute (EUR /USD 1.45) sia a livello di obbligazioni Governative in USA ed in Europa. Per quest’ultima asset class si aggiunge il rischio di maggiori difficoltà da parte degli Stati a causa della enorme mole di debito, come ci ha ricordato la Grecia negli ultimi giorni.

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Dice un importante Gestore internazionale che:

–In Europa, la BCE ha annunciato che a poco a poco inizierà a ritirare il suo programma di quantitative easing. Guardando avanti la principale fonte di volatilità da monitorare sarà come i Governi adegueranno le loro politiche fiscali per ridurre i disavanzi. Mentre i paesi periferici come la Grecia stanno già affrontando la pressione per rafforzare i loro bilanci, i paesi centrali come la Germania e la Francia sono attesi nel corso del prossimo anno ad intraprendere più rigorose politiche di bilancio. Mi aspetto che la differenza tra bilanci e politiche fiscali tra paesi di Eurolandia possa offrire una fonte crescente di rendimento —

 

Non è quindi il momento per le scelte tattiche di lungo termine, occorre avere una strategia di tipo flessibile e quindi è richiesta una grande diversificazione.

Il suggerimento può essere quello di:

ALLEGGERIRE LA COMPONENTE OBBLIGAZIONARIA GOVERNATIVA TASSO FISSO

ALLEGGERIRE LA COMPONENTE OBBLIGAZIONARIA CORPORATE

INCREMENTARE LA COMPONENTE A TASSO VARIABILE

INCREMENTARE LA COMPONENTE INFLATION LINKED

SOTTOSCRIVERE IN MODALITA’ PAC LA COMPONENTE HIGH YIELD.

Scegliere di posizionare almento un 10-15% su strumenti decorrelati dai mercati tradizionali.  

N.B.(attenzione: prima di qualsiasi scelta di investimento occorre confrontarsi con il vostro consulente finanziario e leggere attentamente i prospetti informativi. Il presente articolo ha unicamente scopi informativi ed educativi,  non può essere considerato in nessun modo un consiglio di investimento)