Quale cultura finanziaria trasferiremo ai nostri figli ?

 

 

 

Quali insegnamenti di  cultura finanziaria trasferiremo ai nostri figli ?

Quando ragioniamo di valori, di etica, d’insegnamenti ai nostri figli, difficilmente pensiamo all’importanza di cosa trasferiremo  loro in termini di  cultura finanziaria.    Eppure questa è una delle principali  differenze culturali che intercorre tra la nostra economia europea (italiana in particolare) e l’economia anglosassone (USA, UK ed alcune ex colonie UK).

Con il passare dei decenni gli USA sono diventati una potenza economica senza eguali,  a questo ha contribuito molto  una cultura finanziaria che ha creato grande ricchezza e consentito di espandere tantissimo il consumo degli americani.

In che modo si è creata e diffusa questa ricchezza in USA?

In tutto il secolo 1900 ed ancora oggi, i risparmiatori USA hanno investito in Aziende,  tramite le Borse e altri sistemi di finanziamento alle imprese con capitale di rischio.  Hanno in questo modo finanziato lo sviluppo dell’economia USA e beneficiato dei successi delle proprie imprese.

Lo sviluppo di grandi società USA quotate, poi diventate multinazionali, la partecipazione dei cittadini al capitale di rischio tramite l’acquisto di azioni di queste compagnie,  è stato uno straordinario acceleratore della ricchezza.   Investire in azioni ha generato un nutrito numero  di super-ricchi ma anche una grandissima classe media che ha finanziato i propri consumi con i guadagni di borsa.

Mentre questo accadeva,  in Italia si è fatta strada un cultura del risparmio basato sull’edilizia e sul BOT, gli immobili  prendevano valore  grazie a una popolazione in crescita e  un’inflazione galoppante.  Il BOT, il BTP e il Buono Postale erano considerati e sono considerati ancora da molti, un porto sicuro, unica alternativa d’investimento al riparo dai rischi di perdita, ma le cedole sono pagate sempre con le tasse che paghiamo allo Stato, quindi non si produce nessuna ricchezza.    Questa è la cultura finanziaria italiana dei  nonni e dei padri, ma la cosa terribile è che questa cultura viene ancora oggi tramandata ai figli ed ai nipoti, d’altronde questo è lo scenario nel quale  i nonni ed i padri sono cresciuti, non ne conoscono un altro.

L’Italia è un paese incredibilmente ricco, la ricchezza media degli Italiani è tra le più alte al mondo, ma la ricchezza è al 50% posizionata su immobili e la parte rimanente sono depositi e titoli di Stato (o similari), ciò significa che la quasi totalità della ricchezza è posizionata su asset che bruciano ricchezza o che non ne producono a causa dei bassi tassi d’interesse.

La cultura finanziaria diventa quindi un fattore primario di sviluppo in un paese come il nostro, questa ricchezza italiana dal 2008 è in continuo declino, la bolla immobiliare e fattori demografici rendono l’immobiliare un asset in progressiva perdita,  i titoli di Stato ed i depositi bancari non rendono nulla o rendono meno dell’inflazione.   Occorre comprendere che non basta preoccuparsi della ricchezza da accumulare e trasferire ai propri figli, ma occorre fare attenzione alla cultura finanziaria che gli trasferiremo, poiché le attuali informazioni che diamo ai giovani li renderanno velocemente poveri, mentre lo scarso sviluppo economico italiano li ha già resi, spesso,  disoccupati o sottoccupati.

C’è una piccola parte dei risparmiatori che ha cercato delle alternative ed fatto ricorso  al trading, pensando di poter riuscire a trarre profitto dalle oscillazioni dei prezzi , o pensando di poter comprendere i business delle aziende o i loro bilanci.  Questa è la nuova distorsione di alcuni che  cercano  alternative, diventare ricchi facilmente e velocemente, pensando di essere più informati  degli altri, pur non avendo informazioni, non  capendo niente di imprese, bilanci ed aziende.   La mia personale statistica dice che uno su 1000 di costoro,  guadagna qualcosa, i più fortunati perdono subito una piccola cifra ed abbandonano il campo,  i più sfortunati fanno le prime operazioni in guadagno, dopo di che entrano in una fase ludopatica, cominciano a giocare i soldi come a un casinò, cercano di recuperare le perdite aumentando le scommesse fino a subire perdite ingenti  ed addebitando tutto questo al cattivo funzionamento dei mercati finanziari  ……. (tanto la colpa dei fallimenti è sempre di qualcun altro)

Un grosso passo in avanti sarebbe quello di educare gli Italiani, giovani e meno giovani, ad  un giusto approccio alla gestione dei risparmi.  Tutte le autorità di controllo si sono espresse in tal senso ed anche le varie commissioni parlamentari interessate dalla materia “risparmio”, ma sono riuscite solo a normare una serie di obblighi di comunicazione (nel segno della giusta trasparenza)  che non si sono tradotti in atti di educazione finanziaria obbligatoria, anche Banca d’Italia dedica sul suo sito un ampio spazio a queste materie …… ma chi le legge?

Fin dalle scuole elementari occorrerebbe rafforzare la presenza dell’educazione civica (per creare una generazione più ligia alle norme etiche/morali/ecologiche)  ed inserire con forza l’educazione finanziaria (per creare una generazione di risparmiatori più attenti e preparati).

Si risparmia per dei motivi,  creazione di una pensione, imprevisti, studi dei figli, acquisti di una abitazione, capitale per una vecchiaia serena,  etc.      Tutti obiettivi che, generalmente, sono di medio lungo termine per i quali è necessario perseguire un rendimento basato su principi di diversificazione, riduzione del rischio e massimizzazione del risultato economico.     Per far questo si sono scritti tonnellate di libri,  uno dei fattori di sicuro successo è una adeguata diversificazione, la selezione di strumenti d’investimento efficaci (quelli che consentono di investire sui titoli più efficienti più redditizi),  aggiustare il portafoglio periodicamente, perché i mercati finanziari con le loro oscillazioni creano delle opportunità di rendimento, soprattutto nelle fasi di crisi o di eccesso di euforia.   Ricordiamo che nessuno è in grado di prevedere l’andamento dei prezzi di una attività finanziaria, chi sostiene il contrario è un millantatore …….

Quindi la prima regola che voglio suggerirvi  è di trovare un consulente che ci dica queste verità, se qualcuno vi si propone dicendovi che sarà in  grado di prevedere andamenti delle valute, delle materie prime o dei titoli, sappiate che affidandovi a costui perderete  i  vostri soldi.

Per curarci andiamo da un Medico, per fare una causa andiamo da un Avvocato, per  redigere un atto pubblico andiamo da un Notaio ……. Per gestire il vostro risparmio assicuriamoci che il nostro interlocutore sia un Consulente Finanziario abilitato, iscritto all’albo dei Consulenti Finanziari (possiamo fare una ricerca del nominativo sul sito  www.organismocf.it )  .

Per iscriversi all’albo OCF questo consulente deve aver superato un esame e deve aver dimostrato di possedere e mantenere requisiti etici e morali. Quindi rivolgersi a un Consulente Finanziario abilitato iscritto all’Albo CF è una prima forma di tutela per il risparmiatore.   Se vai in una filiale  Bancaria, o in una agenzia di assicurazioni, o all’ufficio postale, o se ti rivolgi a un Consulente esterno,  assicurati che il tuo interlocutore (bancario, assicuratore, impiegato postale o professionista)  sia iscritto all’Albo.  Sappi che questo ti darà anche una serie di tutele legali e patrimoniali.   Se ti affidi a una persona non iscritta all’albo lo fai a tuo rischio e pericolo.  Se segui il consiglio di un parente o di un vicino di ombrellone, quasi certamente,  questi non ha nessuna cognizione di quello che ti sta dicendo, lui ti suggerisce con sicurezza ma intanto i soldi sono i tuoi, sono importanti per il tuo futuro e per quello dei tuoi cari  e potresti perderli per sempre.

Una volta accertato di trovarsi dinnanzi a un Consulente Finanziario iscritto all’albo, valutiamo il suo comportamento:

dopo 1 minuto ha già un prodotto finanziario o una polizza da farti sottoscrivere ?

la faccenda puzza, forse il tuo interlocutore sapeva già cosa doverti vendere e ti propone qualcosa che potrebbe non essere affatto utile a te ma utile all’azienda per la quale il consulente lavora.   Per arrivare a consigliarti il consulente finanziario deve conoscere la tua situazione finanziaria, patrimoniale e familiare, deve comprendere i tuoi bisogni ed i tuoi obiettivi personali, deve parlare con te di rischio degli investimenti e del tuo livello di tolleranza al rischio.

Qualsiasi cosa tu voglia acquistare ha un costo, poiché nessuno può lavorare gratis, è importante che ci vengano illustrati con chiarezza i costi ed i rendimenti stimati attesi dell’operazione.  Se qualcuno ci dovesse dire che non ci sono costi ……. La faccenda puzza nuovamente.      La trasparenza nei costi è importante ed un professionista serio ti parlerà di questo senza esitare giustificandoti la presenza del costo ed indicandoti il modo per poter risparmiare.   Se un prodotto finanziario costa il 3% ed il rendimento atteso fosse  il 2%,  è evidente che non conviene compralo,  un consulente finanziario abilitato è obbligato a consegnarti un verbale nel quale si evidenziano queste  caratteristiche.  Se ti affidi ai consigli di un parente o  del vicino di ombrellone allora puoi anche decidere di farti prescrivere i farmaci dal salumiere o farti progettare la casa da un benzinaio.

Bene, avrei potuto scrivere altre 5 pagine per illustrarti quali sono i migliori strumenti d’investimento al momento per poter investire i propri soldi e raggiungere i propri obiettivi – diversi per ciascuno di noi.  Ma questo non è il tema di questo articolo.

Per investire i propri risparmi occorre individuare degli obiettivi ed attribuire ad ogni obiettivo una parte dei risparmi accumulati e di quelli che accumulerai.   Per fare questo è indispensabile avere una guida esperta, un consulente finanziario abilitato,  oggi ancora non è obbligatorio rivolgersi a questa figura come un tempo non era necessario rivolgersi a un medico per curarsi.   Oggi esiste il reato di Esercizio abusivo della professione medica, cosi come è reato costruire una casa senza un progetto di un Ingegnere iscritto all’albo degli Ingegneri …… un giorno anche la categoria che io rappresento potrebbe essere una scelta obbligata, puoi ancora decidere di perdere i soldi con il trading o affidarsi a quel parente amico che “ne capisce”.

Io ti consiglio di pensare al tuo futuro, dedicati 100% al tuo lavoro per accumulare risparmi   e scegli un consulente finanziario abilitato per ricevere consigli d’investimento e far monitorare il tuo portafoglio.     Spiega ai tuoi figli che il mondo dei tuoi genitori o dei tuoi nonni non è più lo stesso nel  quale vivranno loro, pertanto l’immobiliare, i titoli di Stato ed i Depositi non sono una soluzione giusta per l’allocazione del risparmio, occorre investire (con azioni e obbligazioni) nelle aziende che stanno rivoluzionando il nostro mondo e farlo nel modo giusto non rischiando di perdere ciò che accumuliamo. In questo modo preserverai  la tua serenità futura e quella dei tuoi figli.

Luciano Amato

Consulente Finanziario – iscritto Albo CF  Delibera Consob 10556 del 1997

Personal Financial Advisor  in Finecobank Spa

Luciano Amato