Le obbligazioni convertibili, è il loro momento ?

Le obbligazioni convertibili sono definiti strumenti ibridi, associano le caratteristiche proprie dei bond (scadenza a una certa data con rimborso del valore nominale) a un diritto ma non un obbligo alla conversione in azioni entro una certa scadenza a un prezzo predeterminato.  Investire in obbligazioni convertibili direttamente non è cosa semplice poichè non solo occorre misurare la solvibilità dell’emittente ma anche valutare il mercato e le prospettive di business aziendale, soprattutto se il prezzo di esercizio è inferiore a quello di mercato.  Quando si realizza questa situazione l’obbligazione può avere un valore di mercato molto superiore al valore nominale e quindi esporre a un rischio sempre più vicino al rischio azionario man mano che i prezzi salgono.  

Per questo motivo alcuni gestori limitano la propria esposizione alle sole obbligazioni il cui valore non presenta premio per opzione oltre un certo valore o addirittura vincolando il gestore ad acquistare obbligazioni convertibili ancora out the money, cioè il cui prezzo di esercizio sia superiore al prezzo di mercato.  

Un approccio fai da te a questo tipo di strumenti può comportare problemi seri o rischi non previsti, a partire dalla comprensione delle caratteristiche da prospetto.  Difatti le vicende societarie quali gli aumenti di capitale incidono sul prezzo di esercizio …. Ci si può ritrovare obbligazioni convertibili che sembravano veri affari ed invece si scopre che il prezzo d’esercizio non è quello del prospetto informativo. Insomma è uno strumento straordinario per mitigare i rischi di perdita e massimizzare i profitti, ma non è per principianti. La possibilità di accedere ai mercati globali può essere una grande occasione, specie in un mercato azionario come quello attuale che vede molti indici sui massimi ma un boom di emissioni nuove di convertibili in tutto il mondo, anche dove ci sono ampi spazi di rivalutazione.

 

N.B. Il presente articolo è una rappresentazione dell’attività svolta con i propri clienti, non può essere considerato consiglio d’investimento. Per ricevere consigli personalizzati d’investimento occorre incontrare un consulente finanziario, rappresentare la propria situazione finanziaria, misurare la propensione al rischio per ciascun obiettivo d’investimento. Solo dopo tale colloquio si possono ricevere consigli personalizzati d’investimento.

 

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Luciano Amato