La nuova normalità finanziaria

22 luglio 2013 –  Comprendere come si evolverà il sistema finanziario e quali sono le forze in campo è l’unico modo per intuire oggi quale possa essere la strategia vincente d’investimento.  

 Le manovre non convenzionali di politica monetaria hanno creato un “mondo finanziario” nuovo, ciò ha modificato la realtà studiata dalla teoria economica classica.  Gli stessi cicli economici hanno via via accorciato la loro durata, non hanno neppure le stesse caratteristiche studiate in passato.   Le fasi di espansione e di restrizione del credito seguivano e dettavano alcune regole di mercato.  A una fase di espansione corrispondeva una decisa accelerazione del ciclo economico cui seguiva inflazione e restrizione del credito e decelerazione economica.  I tassi bassi incidevano subito sul credito e sulla crescita, questo meccanismo si è bloccato, non si concede credito a chi ha bisogno di credito, non chiede credito chi lo potrebbe avere.

L’espansione senza limiti della base monetaria, motivato dalla necessità di far sopravvivere il sistema finanziario agli eccessi della finanza creativa, ha creato un nuovo mondo finanziario, tanto denaro in circolazione, inflazione bassa, poco credito, immobiliare in crisi, tassi negativi sulle obbligazioni, poca crescita economica.  

Un nuovo mondo che ha necessità di un ritorno al passato – con una profonda crisi tipo il 1929 ?

oppure un nuovo mondo che sarà governato da nuove regole ?   

Basandoci sul principio di autoconservazione dell’ uomo, principio che sembra non ancora mutato, la tendenza sarebbe quella di credere in una nuova normalità,  ossia un mercato finanziario che cerca di sopravvivere a se stesso ed ha bisogno di creare una motivazione per un reale aumento dei tassi sul mercato obbligazionario.

La motivazione potrebbe essere proprio una forte crescita della domanda e della produzione mondiale nei prossimi 3 anni.  La previsione di un triennio di crescita creerebbe le prerogative ad una fase di ripristino di tassi reali positivi sul mercato obbligazionario e di conseguenza una potenziale riduzione dell’indebitamento degli Stati. 

Questa nuova normalità è l’unica giustificazione alla “droga monetaria” delle Banche Centrali,  provare a vedere se Keynes aveva ragione, inondare il pianeta di moneta fino a quando non si comincerà a spenderlo facendo ripartire l’economia,  correre il rischio di cadere in una spirale inflazionistica che a sua volta sarebbe un ulteriore spiraglio per la riduzione dell’indebitamento pubblico e privato.

Alla fine non è una scelta ….. è il naturale percorso che è stato avviato da Greenspan e che proseguirà fino al ritorno dell’occupazione reale e della crescita reale.

La sfida del futuro per assicurare benessere alle prossime generazioni è questa.

Quali saranno le innovazioni o le evoluzioni in grado di generare questo valore ?   ci sono tanti cantieri aperti:

1)  l’energia pulita

2) l’automobile elettrica

3) l’aumento della classe media nel globo

4) i consumi interni dei paesi emergenti

5) nuove esperienze di consumo (TV e  Smartphone intelligenti)

e tanti altri.

Possiamo affidare ad alcuni eventi una probabilità alta di verificarsi,  in primis è molto probabile che nel corso dei prossimi tre anni assisteremo ad un aumento dei tassi d’interesse, diciamo che potremmo arrivare ad una curva inclinata positivamente nella quale a breve i tassi siano sopra il 2% e nel lungo termine intorno al 4%,  con enormi differenze sotto il punto di vista della solvibilità dell’emittente.   Tutto ciò con una volatilità in aumento sul mercato obbligazionario.  Un altro evento molto probabile è che l’inflazione a medio termine si assesterà su livelli di poco superiori al 2% con punte verso il 3%.

Per quanto attiene il mercato azionario dovremmo assistere ad una forte crescita dei titoli azionari che distribuiscono elevati dividendi, saranno la nuova fonte di valore che tenderà a sostituire temporaneamente gli assets obbligazionari con scadenze lunghe (incapaci di offrire un rendimento reale a medio termine).

Si apre una stagione importante per lo stock picking, il mercato sarà molto selettivo, ci saranno società che riusciranno a cavalcare in maniera particolare il mercato di riferimento, c’è un’alta probabilità di vedere una continuazione del trend rialzista per i titoli farmaceutici, assisteremo a forti impennate e forti scivoloni sui finanziari, potrebbe iniziare una nuova fase di concentrazioni specie per le società di piccole dimensioni, i settori dei beni di consumo ma soprattutto quelli del lusso potrebbero continuare una fase di forte salita, quando i dati saranno incoraggianti ripartiranno i prezzi delle materie prime e con essi l’inflazione.    Per assistere ad una crescita dei titoli dell’ecologia occorrerà una nuovo surriscaldamento del mercato energetico/petrolifero,  Il mercato sarà molto più selettivo e si tornerà alle valutazioni di bilancio in chiave prospettica.   

Insomma avere a disposizione buoni gestori d’investimento farà la differenza tra successo con rischio contenuto, e reddito contenuto con rischio elevato.

In questo campo c’è veramente un’enorme differenza tra i gestori,  ce ne sono alcuni che per quanto si sforzino non riescono a produrre risultati, altri che riescono a “cavar sangue dalle rape”.    Scovare dove si trova il valore ed in che modo perseguirlo sarà la strategia vincente del prossimo triennio.  Per gli investitori di liquidità si protrae il periodo di difficoltà, si inseguono le offerte di deposito con rendimenti che coprono solo parte del tasso d’inflazione,  inoltre chi ha oltre 100.000 euro deve preoccuparsi anche dell’annunciata partecipazione alle perdite delle Banche in caso di default, si scambia quasi certezza di non perdere  in valore nominale con certezza di perdere in termini reali.   Per gli investitori obbligazionari di lungo termine è già da qualche mese iniziata la fase di correzione e si presume continuerà, tra alti e bassi, per i prossimi tre anni.  Tempi duri ed occorrerà pagare le cedole in linea con l’inflazione con perdite in caso di liquidazione anticipata. 

Sul mercato immobiliare finanziario internazionale ci potrebbero essere delle sorprese allorché ripartirà l’inflazione, allo stato attuale difficilmente il mercato immobiliare italiano vedrà una stagione positiva, anzi il peso di tassazione e controlli fiscali in uno con la crisi economica comporterà ulteriori forti correzioni del prezzo degli immobili  …… a meno di miracoli economici.

Insomma come tutti i gestori suggeriscono, un po’ di valore c’è su alcuni mercati obbligazionari emergenti ma per il resto c’è valore soprattutto sui mercati azionari in maniera molto selettiva.

Si rende interessante quindi un approccio bilanciato o, per gli investitori più prudenti, un ricorso a strumenti ibridi quali le obbligazioni convertibili per parte del portafoglio.  Sempre per gli investitori più prudenti è consigliabile far ricorso a strumenti a tasso variabile ed una quota di titoli legati all’inflazione. Destinare poco del patrimonio ai titoli di Stato Italiani per ridurre il rischio di portafoglio, e diversificare parte del portafoglio in obbligazioni in valuta estera con durate 3-5 Years. 

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Attenzione, nota bene, tutto quanto descritto in questo articolo è solo una rappresentazione dell’attività svolta e non è da considerare consiglio d’investimento.  Per ricevere consigli d’investimento è necessario rivolgersi ad un consulente finanziario, illustrare la propria situazione personale e patrimoniale, misurare il profilo di rischio.  Solo allora sarà possibile ricevere consigli d’investimento.

 

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Luciano Amato