Italia: un paese che vive al passato.

4 Maggio 2012 – Stiamo vivendo una fase drammatica della storia economica del nostro Paese,  non siamo ancora arrivati al momento peggiore che probabilmente vivremo proprio nel corso di questo trimestre e forse del prossimo.

A cavallo tra un crollo verticale dei consumi e una pressione fiscale in forte aumento, produzione e distribuzione toccheranno un loro mimino nel corso di quest'anno per poi cedere il corso ad una nuova fase di leggera espansione economica.   Il guaio saranno i danni che si conteranno alla fine di questo semestre intermedio ….. falliranno quasi tutte le aziende in crisi (tra imprenditori che si suicidano e chi fa irruzione nell'agenzia dell'entrate)   qualche banca locale (BCC e banche popolari) potrebbero avere forti contraccolpi, le banche di grandi dimensioni faranno i conti con un forte aumento delle sofferenze, ma potranno farvi fronte grazie alle ricapitalizzazioni effettuate ed i capitali accantonati negli scorsi anni (finanziamenti BCE e accantonamenti).

Lo scenario è dei peggiori per l'Italia e già si cerca di correre ai ripari ricostruendo nuovi tesoretti per far fronte al crollo delle entrate statali conseguente al blocco dell'economia,  il nuovo tesoretto verrà dai tagli della spesa pubblica per i quali è stato recentemente incaricato BONDI.

In tutto questo scenario apocalittico assistiamo al solito teatrino di politici ultresettantenni che si dichiarano portatori delle soluzioni alla crisi nonostante abbiano governato negli ultimi 40 anni, partecipando attivamente al banchetto della spesa pubblica ……   discussioni nel quale si alternano decotte figure istituzionali che hanno miseramente fallito ma che si ripropongono candidamente a governare il nostro paese. 

Tra le voci di dissenso verifichiamo unicamente urlatori che, come avvoltoi,  sperano di poter cavalcare lo sdegno popolare accaparrandosi una poltrona.  Nella totale assenza di proposte concrete di alternativa politica non possiamo che sperare che questo Governo sappia realmente perseguire un interesse pubblico di cui nessuno ha tenuto conto negli ultim 50 anni.

Siamo un paese che ha vissuto una grande storia fin dalla antica Roma,  abbiamo un patrimonio immenso di risorse culturali e materiali, non siamo un paese ricco di miniere, siamo un popolo dalla grande creatività.   Ma dobbiamo smettere di vivere nel passato.

Solo valorizzando le nostre risorse possiamo uscir fuori da questo baratro, occorre rimboccarsi le maniche e creare un'offerta di beni e di servizi in grado di competere con quella dei paesi concorrenti.  Pensare il nuovo, creare l'innovazione, conquistare nuovi mercati.

Girando l'Italia ho visto tante persone intente a ricercare divertimento a caro prezzo, passare ore ed ore di svago ai bar sale giochi e ristorantini.  L'impiego è in larga parte improduttivo di risultati, specie nel pubblico, sono tantissimi gli enti pieni di personale che sub-appaltano i servizi ad altre ditte private o a partecipazione pubblica.    L'Italia è un paese fondato sul lavoro "improduttivo". dobbiamo cambiare questo approccio e regalare a noi ed ai nostri figli un futuro basato sulla produttività, sul benessere creato e non su quello goduto …… niente di più di ciò che hanno fatto le due generazioni che ci hanno preceduto.

Ma veniamo alle considerazioni economiche:

Molte Banche, soprattutto quelle di minori dimensioni,  vivranno momenti di nuova difficoltà nei prossimi 6 mesi, alcune saranno riassorbite in altre favorendo un processo di ulteriore concentrazione bancaria.   Comportamenti come quello di ritirare denaro presso le Banche non può fare altro che accelerare un processo di distruzione del sistema economico, il denaro non è altro che carta il cui valore dipende dall'economia che l'ha prodotta, ritirare denaro dalle Banche equivale a distruggere l'Economia e quindi il valore del denaro. 

Una adeguata diversificazione valutaria, parte investita in obbligazioni corporate high quality e parte investita in obbligazioni inflation linked, può essere il modo migliore per preservare il valore dei nostri risparmi.   L'acquisto selettivo sui prezzi minimi del debito pubblico italiano è interessante qualora le ulteriori crisi favoriscano le riforme strutturali del Paese.  In ogni modo non investirei su questo tema più del 20% del patrimonio.

In questo momento starei molto attento agli investimenti azionari anche se alcuni titoli ad elevato dividendo potrebbero mettere a segno notevoli rimbalzi.

Fate attenzione ai seminatori di vento,  l'accentuarsi della crisi favorisce urlatori che chiedono di  riformare il Paese con manifestazioni, blocchi e rivoluzioni.   Bloccare il Paese favorisce unicamente l'accentuarsi della crisi, chi ha un lavoro stabile in una azienda che funziona stia attento a mantenersi stretto il lavoro pensando come arricchire l'azienda con nuove idee.    Recentemente ho visto in TV una trasmissione nella quale si magnificava il percorso economico dell'Argentina ….. si può rivedere su you tube:  piuttosto che porre l'attenzione sulle parole e sui concetti dell'intervistatore sarebbe il caso di focalizzarsi sulle immagini;  rivedrete uno scenario post bellico (seconda guerra mondiale) nel quale la rinascita dell'economia parte dal cooperativismo degli operai, nella povertà si cerca di ricostruire un'economia che dovrà percorrere ancora 40 anni per diventare un'economia sviluppata …….. può anche essere possibile che siano felici più degli occidentali come erano felici i nostri nonni di poter ricostruire un'economia distrutta.  Ma pensare a quella soluzione (negazione del debito e statalizzazione dell imprese) come alla miglior soluzione possibile è davvero fuorviante.

Un augurio particolare a tutti i lettori di quest'analisi economica.

N.B. il presente articolo non è da considerarsi un consiglio d'investimento.  Lo scopo è unicamente quello di rappresentare l'attività svolta.  Per ricevere consigli d'investimento è necessario incontrare un consulente abilitato, rappresentare la propria situazione finanziaria ed indentificare obiettivi d'investimento.          

     

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Luciano Amato