Il CASTELLO DI CARTA CROLLA ?

07 Febbraio 2013 —   Il CASTELLO DI CARTA CROLLA ?.  

È ormai giunta al termine l’ultima possibilità per gli Italiani di riassettare i loro risparmi (vedi l’ultimo articolo del 17 Dicembre 2012) ponendoli al riparo dalla tempesta.

La scarsa conoscenza dei mercati finanziari e l’arretratezza culturale ha consentito solo a pochi di comprendere e scegliere la strada della diversificazione valutaria l’unico modo, a parer mio, di difendere i risparmi accumulati da generazioni di lavoratori instancabili (nostri genitori e nonni).

Peggio,  in questi giorni addirittura ho assistito attonito a scelte d’investimento irrazionali,  ho visto comprare titoli di Stato italiani a lunghissimo termine, azioni bancarie italiane, titoli di stato esteri in USD  all’ 1% …….. che dire,  è come vedere la cascata delle Marmore e lanciarsi nel vuoto per vedere se sul fondo la vista è ancora più bella.

Ma veniamo agli Italiani, innamorati dei BTP ,delle obbligazioni bancarie,  e degli stracciati titoli Italiani, Aziende decotte e governate dalla politica  che non perseguono mai l’obiettivo di creare valore per gli azionisti, ma esattamente il contrario:  Fregare gli azionisti per perseguire potere ed arricchimento personale del management nominato dai politici (per poi spartirsi il malloppo).  Da questo malaffare nasce la depenalizzazione del falso in Bilancio approvata dal governo di Centro Destra e non abolita dai Governi di centro sinistra, da questo nasce il PORCELLUM, sistema elettorale che consente ai Partiti di nominare gli eletti, approvato con il voto o astensione di quasi tutto il parlamento, da questo nasce  l’immobilismo di un sistema paese che continua a svendere il  futuro  dei propri figli per assicurare i privilegi a pochi.

Tra qualche settimana le elezioni ci consegneranno (forse)  un Paese ingovernabile, le quattro “grandi forze” in campo si dovranno accontentare di percentuali comprese tra il 15% e il 20%, facciamo un esercizio da mago:  

PD 23%   PDL  20%  MONTI  15% GRILLO 16% INGROIA 5% 

gli altri 30 partiti si divideranno il resto.

Uno scenario del genere si è già verificato in Grecia, il mercato crollò e lo spread aumentò in pochi giorni di 400/500  punti,  le persone scesero in piazza con i forconi ed i politici si sforzarono di trovare un accordo per un governo di salute pubblica che potesse traghettare il paese verso nuove elezioni mantenendo la governabilità ….  Non ci riuscirono.

La novità è che questo scenario è reso ancor più complicato dalla guerra valutaria in corso:

Scorrendo la lista dei miei articoli anticipatori, già nel 2010 prevedevo uno scenario del genere:

La Guerra delle Valute

Adesso lo scenario di guerra valutaria addirittura è dichiarato apertamente dalla BOJ, con la vittoria del centrosinistra in Giappone hanno detto  di perseguire obiettivi di maggiore inflazione e deprezzamento dello YEN.  In poche settimane lo Yen si è svalutato contro Euro di oltre il 20%.

Con i governativi globali a rendimento zero (1,8% sul decennale), l’inondazione di liquidità dei vari quantitative easing delle Banche centrali, le politiche di deprezzamento delle valute e le politiche inflazionistiche,  siamo seduti su un VULCANO che tra pochi minuti potrebbe eruttare.

E’ veramente complicato comprendere cosa sia in grado di difendere il potere d’acquisto dei nostri risparmi.

L’unica soluzione ?  ricorrere a una diversificazione esasperata che comprenda tutte le tipologie di asset esistenti escludendo il più possibile i titoli GOVERNATIVI GLOBALI a lungo termine, il CORPORATE ad alto rating a lungo termine specie se finanziario, l’azionario dei settori  privi di PRICE POWER, inserendo soprattutto valute di paesi che non hanno difficoltà di crescita economica e di debito pubblico, insomma un vero e proprio dilemma che si accompagna a un cambio necessario delle abitudini d’investimento degli italiani …..  e qui casca l’asino, una popolazione priva di educazione finanziaria riuscirà a cambiare le proprie abitudini ?   la risposta è NO.   

Ciò che mi colpisce di più è quanto questo scenario sia condiviso da moltissimi dei gestori internazionali che ho incontrato nelle ultime settimane ….

Certo che se le cose andassero diversamente e negli ultimi giorni si affermasse con forza un accordo preelettorale per garantire la governabilità in caso di pareggio, oppure se ci fosse una convergenza di intenti  sulle riforme strutturali e sul piano di rilancio dell’economia  ….. ma è possibile tutto ciò in Italia dove tutti hanno formule diverse tese solo a raccattare i voti ???     FORSE NO.

Gentili signori pensateci bene, al 24 febbraio mancano solo poche settimane e la vedo brutta,  anche se

spero fortemente di sbagliarmi … soprattutto per il  futuro  dei miei figli.

 

 N.B. il presente articolo esprime semplicemente le opinioni dell’autore e sono rappresentativi dell’attività professionale svolta. In nessun modo i contenuti di questo articolo sono da considerare consiglio d’investimento. Per ricevere consigli e consulenza all’investimento è necessario incontrare un Consulente Finanziario, illustrare la propria situazione personale e finanziaria, misurare la propensione al rischio ed individuare gli obiettivi d’investimento. Solo dopo queste attività si potranno ricevere consigli personalizzati d’investimento

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Luciano Amato